Gloria Duci - Ingegnere e Project Manager - Tecnomont Service General Contractor

RESPONSABILE UFFICIO TECNICO

Minimoto, moto e megaprogetti, istinto e algoritmi, nel cercare la corda di una controcurva a gas aperto, o la forma/funzione d’una facciata continua bevendo un caffè,le ore mi volano via anima e corpo, da sempre, in ufficio come in pista.

Sono nato negli anni Settanta, mi sono fatto le ossa su un Fantic Caballero competizione, respirando Castrol e rompendomi le costole sul traversino del manubrio, dopo un salto.

Abbiamo sempre abitato a Trezzano Rosa, mio padre lavorava alla Falck a Sesto, andava in bici, io frequentavo le serali, geometri, le lezioni finivano a mezzanotte,prendevo l’ultimo metrò per Gessate, poi 5 chilometri in autostop, o a piedi.

Primo vero lavoro in una falegnameria industriale, settore mobili per ufficio, design, progettazione e produzione, ma all’inizio le mansioni più umili, ramazzare i trucioli, svuotare i sacchi, e alla fine della giornata anche la pulizia dei bagni.

I primi centri di lavoro, le frese cnc, i comandi g-metrici, ma intanto sbirciavo i disegni, i progetti, la mia vocazione, erano i primi anni novanta, stava per finire l’era del tecnigrafo, strumento che io avevo sempre usato nella versione rovesciata, con le aste montate al contrario, essendo mancino.

Ero il più giovane, ero curioso, pronto a imparare, e quando sono arrivati i primi software come data-cad, che è stato il precursore di auto-cad, ero l’unico in azienda a saperlo usare, ricordo soprattutto le tavolette grafiche Mirai.

La passione per la progettazione mi viene direttamente dall’infanzia, i pomeriggi da solo giocando con il meccano, con i lego, quelli di una volta, un baule pieno di mattoncini, costruivo edifici, ponti, castelli, torri, caseggiati.

Nel 1998, dopo 8 anni passati in falegnameria a disegnare mobili, incontro una persona, un imprenditore che mi apre un mondo nuovo, l’architettura, l’involucro edilizio, il curtain wall, un’altra scala di progetto, mi attira, mi decido, cambio lavoro.

Passo le notti a litigare con le prime versioni di auto-cad, da autodidatta, i corsi sarebbero arrivati solo anni dopo, era davvero un gran casino, a volte non ci capivo niente, la tentazione era quella di arrendersi, ma cedere non faceva parte del mio carattere, del mio codice, avendo sempre dovuto dimostrare di essere all’altezza.

Grattacieli, viadotti, mega-architetture dall’altra parte del mondo, sfide complesse, multiple, le leggi della fisica, di mercato, le conoscenze meccaniche, ingegneristiche, gestionali, i materiali, il vetro, l’acciaio, l’alluminio, le tecnologie, l’acustica, la termica, la statica, la logistica, i costi, i tempi, le persone, i fornitori, i committenti.

Il risultato dipende sempre dalla padronanza della commessa, come la padronanza del mezzo quando sei in pista, auto o moto, supersportive o minimoto, le mie passioni di sempre.

Partito come disegnatore autodidatta in un’azienda artigiana, dopo quasi 20 anni mi sono ritrovato project manager.
Grandi opere negli Stati Uniti, in Israele, in Francia, edilizia verticale di prestigio, involucri edilizi ad alte prestazioni, capaci di affrontare i venti, i terremoti, di catturare la luce e l’occhio.

Inseguendo l’eccellenza tecnologica globale, dopo aver girato il mondo e lavorato per diverse aziende sempre alla ricerca di un team capace di essere più veloce, lo trovo a due chilometri in linea d’aria da casa mia, in Tecnomont.

Credevo di saper correre, ma non avevo ancora conosciuto la Tecnomont Service.
Adesso mi alleno tutti i giorni per riuscire a restare al loro passo!

comelli@tecnomontservice.com