Gloria Duci - Ingegnere e Project Manager - Tecnomont Service General Contractor

ARCHITETTO, UFFICIO TECNICO

Prima di laurearmi, facendo il tirocinio in un classico studio d’architettura ho capito che stare tutto il giorno in ufficio a fare disegni seduta al computer non era la mia vita, mi annoiavo, io volevo uscire, muovermi, fare.

Fatto l’ultimo esame, finalmente laureata, momento di panico:
non sapevo cosa volessi fare, mandavo curricula e facevo colloqui per i posti più disparati, finché mi si presenta la tipica situazione pronti-via: cominci domani, ruolo tecnico-commerciale, settore facciate ventilate.

Dopo qualche mese, cominciamo a collaborare con Tecnomont, e io inizio a venire qui per riunioni tra fornitori e incontri con i clienti.
Arriviamo a quella drammatica, epica giornata, quando il titolare ci chiama uno a uno per dirci: devo chiudere.

Ma con grande sensibilità aveva preparato un piano B per i suoi lavoratori: e il mio piano B si chiamava Tecnomont. Vai, ti aspettano, ti troverai bene, mi dice. E così è stato.

Non sapevo cosa avrei fatto, per un periodo faccio back office, poi l’ufficio tecnico edile, seguo le manutenzioni e inizio a capire chi fa cosa nel flusso di lavoro integrato dei servizi di general contractor.

La svolta per me è stato un cantiere a Genova, già avviato, con problemi da risolvere, certificazioni complesse, tempi ristretti.
Alla fine, facendo il bilancio con il capocantiere, ci siamo resi conto di aver lavorato bene, risolto ogni cosa e prodotto anche un utile.

Preso fiducia, mi affidano clienti, cantieri, responsabilità.
Interventi di manutenzione e riqualificazione, rapportandomi con la proprietà, i committenti, la direzione lavori, le maestranze, l’ufficio acquisti, i fornitori, i tecnici, le normative, i preventivi, le gare.

Poi vado in cantiere, parlo con muratori, carpentieri ed elettricisti, carton-gessisti, serramentisti e posatori, responsabili della sicurezza, project manager, geometri, architetti, ingegneri.

Sempre in giro, in macchina, in cantiere, in rete, campioni da ritirare e documentazione da completare, referenti ai quali faccio richieste e altri cui devo dare risposte.

Adesso parlo nel sonno, sogno i cantieri, il lavoro che devo fare.
La mia tattica è svegliarmi molto presto la mattina e rientrare la sera molto tardi, distrutta, per crollare subito addormentata.

In tutto questo mi diverto molto, e come ogni buon milanese non vedo l’ora di scappare nel mio posto del cuore, sull’appennino, da mia nonna, dove porte e finestre sono dotate di serramenti davvero senza prezzo: li apri, e c’è un prato.